venerdì 16 dicembre 2011

monumento al bimbo non nato


Secondo me è bellissimo! L'ha fatto uno scultore Slovacco: Martin Hudáčeka.

L'idea che ad una mamma chiusa nel suo dramma, il bambino abortito possa accostarsi con un gesto amorevole, mi sembra un intuizione geniale.
Lo so di essere strano e fuori dal coro però per me un figlio è tale da subito. Anzi da subito è una delle creature più inermi: una personcina che dipende e si affida totalmente a papà e mamma.
Che questo esserino indifeso e innocente sia capace di perdonare un adulto che nella complessità del suo dramma ha rinunciato a lui mi sembra non solo una favola bellissima ma una realtà possibile.
Ecco l'ho detto. Lo so che sono un po' matto però ognuno è giusto che abbia i suoi sogni. E questo è uno dei miei

domenica 30 ottobre 2011

Area PD

“La manipolazione della vita, originata dagli sviluppi della tecnica e dalla violenza insita nei processi di globalizzazione in assenza di un nuovo ordinamento internazionale, ci pone di fronte ad una inedita emergenza antropologica. Essa ci appare la manifestazione più grave e al tempo stesso la radice più profonda della crisi della democrazia”. [Pietro Barcellona, Paolo Sorbi, Mario Tronti, Giuseppe Vacca]

venerdì 9 settembre 2011

... da quando in qua poesia?!?

Tutto cospira a tacere di noi
un po’ come si tace un’onta
forse un po’ come si tace
una speranza ineffabile
[Rilke]

lunedì 8 agosto 2011

good design

Dieter Rams
  1. Good design is innovative
  2. Good design makes a product useful
  3. Good design is aesthetic
  4. Good design makes a product understandable
  5. Good design is unobtrusive
  6. Good design is honest
  7. Good design is long-lasting
  8. Good design is thorough down to the last detail
  9. Good design is environmentally friendly
  10. Good design is as little design as possible

martedì 12 aprile 2011

idoli

In un blog non si pretende trattati filosofici, possono esserci anche abbozzi grezzi di idee, giusto?

Secondo me ci sono tanti atei pieni di idoli. L'idolo della tecnica, l'idolo della politica, l'idolo del benessere o del sesso, l'idolo del successo e della realizzazione di se ad ogni costo. Per non parlare poi dell' idolo del leader ispirato o della rivoluzione risolutiva. Senza dimenticare gli idoli della natura buona e (biologico, naturista, naturale) e c'è perfino l'idolo della democrazia (intesa come fine e non come mezzo) Insomma siamo sommersi dai feticci!
E certamente uno dei più subdoli, diffuso e acquiescentemente accettato è quello della scienza.
Vogliamo deciderci a dire "basta" a tutte queste pseudo religioni!?!?

(... forse c'è un retrogusto nietzschiano in questa "tirata"... può essere benissimo! in fondo, mi dicono, era un po' matto pure lui :-)

venerdì 11 febbraio 2011

un progetto da uno, ovvero il presunto software architect inizia a tirare linee

Ho iniziato con un Activity Diagram. Per la prima volta ho provato a farlo con Enterprise Architect della Sparx e devo dire che mi ha fatto un ottima impressione, valuterò di comprarlo.
Il diagramma non ha la pretesa di essere ne esaustivo ne completamente corretto. Ci potrebbero essere errori formali (es. errori sintattici rispetto ad UML 2.0) oppure errori applicativi (es. il diagramma non aderente al flusso di lavorazione che hanno scelto di seguire). Non importa, per il momento mi serviva qualcosa di appena un po' più articolato della solita "carta da formaggio" in modo da poter fare un po' di brainstorming con colleghi e "committenti"

( ...dando anche solo di sfuggita al diagramma è facile accorgersi che i leggendari XY non sono altro che piccoli applicativi software... sì è così, sono piccoli moduli C, molto cablati e molto specifici)

giovedì 10 febbraio 2011

un progetto da zero, ovvero l'autocoscienza del software architect

Immaginiamo che un azienda che produce oggetti XY, uno diverso dall'altro, a un certo punto dica, "cavoli questi XY stanno diventando tanti, c'è un sacco di gente che ci lavora sopra: io voglio monitorare lo stato di avanzamento di ogni XY e sapere quando è pronto per essere consegnato"
Beh, niente di male: si vuole gestire il flusso di lavoro su ogni XY
Visto che ciascun XY è diverso dall'altro, ciascuno prevederà una fase di analisi, una fase di implementazione, una di test, una di documentazione, etc. etc. fino al rilascio vero e proprio: ad ognuna di queste fasi lavoreranno persone diverse ed alcune fasi potranno essere in parallelo (es. posso iniziare a scrivere la documentazione di un XY anche se il test non è finito)
Cosa significherà implementare il sistema di gestione del flusso di lavoro degli XY?
Prima di tutto sentire i diretti interessati e definire la sequenza di passi che devono essere svolti, e poi capire quali form, report, azioni automatiche, notifiche etc. etc. deve gestire il sistema.
Lasciamo ai signori dell'ISO la documentazione delle procedure ed occupiamoci del software di gestione.

Immaginiamo ora che non ci siano grossi vincoli di deploy o tecnologici: possiamo scegliere ambiente di sviluppo, framework web, workflow engine e perfino il S.O.
Come ci muoviamo? Da dove partiamo?
Un bell'Activity Diagram UML oppure iniziamo da agilisti duri e puri? Andiamo di Django o ci sogniamo di usare J2EE? Valutiamo di utilizzare un workflow engine? Etc. etc.

Ammesso che abbia tempo di scriverli (e non è detto) questo post dovrebbe essere il primo di una serie orientata ad incrementare la consapevolezza software-architetturale :-)
Sono in discussione i metodi, gli strumenti e lo stesso modo di lavorare... oddio, mettere in discussione proprio tutto-tutto è un tantino irrealistico però quante volte ci siamo detti che sarebbe stato bello poterlo fare... :-)
Non credo che questi post saranno granché sistematici, però diciamo che qualche appunto spero di scriverlo :-) Commenti sarebbe grandemente graditi, anzi auspicati, anzi attesi... insomma... fatevi sotto :-D

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