martedì 7 settembre 2010

Google App Engine #1

In rete ci sono già un sacco di posti in cui si disquisisce sull'infrastruttura cloud modello Google, denominata Google App Engine (GAE), qui, quindi, mi limito a qualche nota personale.
L'approccio GAE permette al programmatore di lavorare direttamente a livello di application server, senza doversi preoccupare del lato sistemistico sottostante. In altri termini: niente ssh, apache, database da configurare, etc. etc.... ossia niente di tutte quelle cose che sarebbero invece la norma acquistando un tradizionale servizio di hosting.
In questo modo io programmatore posso concentrarsi esclusivamente sul codice (a scelta: python o java) limitando l'interazione sistemistica al lancio di un "deploy". Operazione, questa, ottenibile con una singola riga di comando o attraverso un click sulla GUI del "Launcher" incluso nell'SDK.
Possiamo dire che mentre il programmatore si occupa di implementare la logica vera e propria dell'applicazione, Google si preoccuperà di ridondanza, load-balancing, sicurezza, etc.. La scalabilità di risorse allocabili all'applicazione è notevole e si paga in modo proporzionale all'effettivo uso, con una soglia minima sotto la quale l'utilizzo delle risorse GAE è gratuito.
Infine un aspetto non secondario è che uno degli architect dietro a GAE sia Guido van Rossum (un nome una garanzia :-).
Tenuto conto di tutto ciò... mi viene certamente voglia di approfondire e mettere "le mani in pasta" ;-)
Motivo per cui mi accingo ;-) ad implementare un CMS minimale. Si tratta più che altro di una proof-of-concept che possa permettermi di scoprire meglio architettura e API dell'ecosistema GAE. Le funzionalità dovrebbero essere le solite: editing online delle pagine (es. via TinyMCE), gestione di immagini e altri tipi di file, gestione autorizzazioni per la visualizzazione/modifica pagine, etc.
Spero di registrare a breve qualche altra notizia in merito (...ecco spiegato il #1 nel titolo :-)
Posta un commento

Google+ Followers